• storia

    Teniamo in tasca una delle sue opere più famose: Forme uniche della continuità nello spazio, impresso sulla moneta da 20 centesimi. Trentatré anni, una vita di viaggi in Italia e all’estero, pittore, scultore e teorico dell’arte: il 17 agosto di cento anni fa moriva Umberto Boccioni, uno dei fondatori, insieme a Marinetti, Balla, Carrà e altri, del Futurismo.

    La velocità e la tecnologia erano temi cari a Boccioni, come a tutti i Futuristi. In particolare, l’artista era interessato all’impatto che l’innovazione aveva sulla psicologia degli individui. Summa di questo suo pensiero sono le serie Stati d’animo, di cui fa parte Gli addii (realizzato in due versioni, una conservata al MoMA di New York, l’altra al Museo del Novecento di Milano): il treno è il protagonista dell’opera poiché, con il suo passaggio, provoca nei passeggeri e nelle persone in attesa forti sentimenti collegati al viaggio. Tra i vividi colori del dipinto, emerge chiaramente il numero della locomotiva, 6943: una macchina a vapore costruita dalla Breda che fu effettivamente in esercizio nei primi anni del Novecento.

    Con la fine dell’Ottocento, la ferrovia aveva iniziato a caratterizzare le grandi città europee, tra cui Milano, città che vide gli albori del Movimento e il cui assetto stradale cominciava a subire l’influenza della strada ferrata. Il treno era diventato in breve simbolo di progresso e tecnica, dinamismo e futuro, entrando di diritto nell’antologia simbolica dei Futuristi. Per loro, infatti, il viaggio verso il futuro iniziava col treno, la prima macchina creata dal genio umano in grado dominare la natura: il nuovo mezzo di trasporto mutava, di fatto, la percezione del tempo e dello spazio.

    Dopo la mostra di Milano a Palazzo Reale, in questi giorni sono esposti alla Biblioteca Civica di Verona alcuni materiali riguardanti Umberto Boccioni (documenti, articoli di giornale, libri): è nei pressi della città scaligera, infatti, che l’artista perse la vita nel 1916, cadendo da cavallo durante un’esercitazione militare. Dal 5 novembre, poi, sarà possibile visitare la mostra allestita al MART di Rovereto dal titolo Umberto Boccioni. Genio e Memoria, organizzata in occasione del centenario della morte di Boccioni.

    di Michela Passarin

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