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    Ci avviciniamo al 2017, l’anno internazionale del Turismo Sostenibile, come ha decretato l’assemblea delle Nazioni Unite (ONU) con un documento pubblicato alcuni mesi fa. Il turismo rappresenta una forza importante dell’economia mondiale, ma non solo: ha il delicato compito di mettere in contatto persone di culture e provenienze diverse, di far conoscere l’immenso patrimonio artistico, paesaggistico e culturale a livello internazionale, contribuendo allo sviluppo e alla coesione dei popoli. Per fare ciò deve essere un turismo sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale.

    Nella risoluzione dell’ONU sono indicati gli obiettivi in linea con Agenda 2030, il programma di sviluppo sostenibile approvato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite lo scorso anno:

    – promuovere una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, la piena e produttiva occupazione e un lavoro decoroso per tutti;

    – garantire modelli di consumo e produzione sostenibili;

    – salvaguardare gli oceani, i mari e le risorse marine per un loro sviluppo sostenibile.

    Questa visione si sposa bene con il Piano Strategico per il Turismo 2017 – 2022, pubblicato recentemente dal MIBACT: Italia Paese per Viaggiatori è il titolo del programma che intende promuovere una nuova modalità di fruizione turistica del patrimonio italiano, puntando alla valorizzazione delle destinazioni dal punto di vista economico, sociale e sostenibile.

    La sostenibilità è stata da subito al centro del dibattito per la redazione del Piano, avviato con la convocazione degli Stati Generali del Turismo Sostenibile lo scorso aprile presso il Museo Ferroviario Nazionale di Pietrarsa, preceduto da un incontro nella stessa sede a fine 2015, durante il quale era stata prodotta la cosiddetta Carta di Pietrarsa.

     

     

    Per un Paese come l’Italia, promuovere un turismo sostenibile è fondamentale per le caratteristiche del territorio: ad oggi, le visite sono concentrate su alcuni siti, sottoposti a una forte pressione che, oltre a creare difficoltà di gestione e di convivenza tra turisti e residenti, rischiano di far perdere di vista l’identità del territorio nel suo insieme.

    Sostenibilità, innovazione e accessibilità sono i tre pilastri di questo Piano, che rappresenta un punto di partenza importante per prossimi passi nell’ambito dello sviluppo del nostro Paese. Come si dice nel PST 2017 – 2022 (pag. 45): “il World Tourism and Travel Council attribuisce alla sostenibilità nel turismo un valore fortemente legato al concetto di durevolezza nel tempo. Esso, infatti, soddisfa le esigenze attuali dei turisti e di chi li ospita tutelando e valorizzando i luoghi e contemporaneamente migliorando le prospettive per il futuro. La sostenibilità nel turismo integra la gestione di tutte le risorse in modo tale che le esigenze economiche e sociali possano essere soddisfatte coniugandosi con la tutela del paesaggio, della memoria dei luoghi, della cultura locale e dell’ambiente.”

     

    pst

     

    Chi si occupa di mobilità non può prescindere da questi temi: intermodalità e mobilità dolce, anche attraverso il recupero di linee storiche e destinazioni meno conosciute, rappresentano i cardini di un progetto turistico di ampio respiro. Uno degli obiettivi specifici del Piano riguarda in particolare proprio questi argomenti (pag. 72): “tema della “mobilità dolce” e con i progetti strategici per lo sviluppo nel Paese di una rete infrastrutturale “slow” che includerà ciclovie, cammini, valorizzazione di percorsi ferroviari storici, integrazione tra servizi ferroviari e promozione turistica. Si prevede, inoltre, di favorire l’intermodalità, a partire dalle principali “porte di accesso” al sistema dei flussi internazionali di persone; garantire la permeabilità dei luoghi, in maniera coerente con i percorsi condivisi nell’ambito dei sistemi territoriali di gestione dell’offerta turistica; valorizzare il patrimonio infrastrutturale quale elemento della più generale strategia di attrattività dei luoghi e di sviluppo sostenibile del territorio”.

    Ed è con questa visione che attendiamo, quindi, l’inizio del nuovo anno: auguri per un 2017 sostenibile!

    di Michela Passarin

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