• persone

    Che cosa accomuna una scuola di judo a Scampia, dei cittadini che “fanno gruppo” su Facebook e una associazione che aiuta le donne imprenditrici? La volontà di fare rete, di condividere la diversità in quanto valore aggiunto e non più come ostacolo alla crescita.

    Lo sa bene Giovanni Maddaloni, fondatore di Star Judo Club, il quale è riuscito nell’intento di creare una comunità che unisce nella “palestra della speranza” 1200 persone tra atleti, detenuti in prova, figli di boss, disabili ed ex carcerati in cerca del proprio percorso di vita. ‘O Maé  – come viene chiamato da quelle parti – ha fatto della sua stessa vita un modello di cultura dell’inclusione e della legalità, non cedendo mai alla prospettiva di trasferire la sua palestra lontano dalle Vele di Scampia.

    C’è poi Federico Bastiani il quale, partendo da una esigenza reale (come racconta durante un TedX), ha ideato una iniziativa “dal basso” che oggi, ad appena due anni dalla nascita, è diventata un caso studio replicato anche all’estero. L’idea di Social Street consiste nel creare dei gruppi chiusi su Facebook in cui persone che risiedono nello stesso quartiere (i confini possono essere anche più ristretti) pubblicano delle richieste di aiuto per i casi più disparati. C’è il neo papà che chiede in prestito un “ovetto” per la propria auto o lo studente in cerca di una tintoria perché all’indomani ha un colloquio. È interessante notare che le richieste di aiuto non sono quasi mai ignorate, anzi, fin da subito si attiva una rete di aiuti e di condivisione che in molti casi segna l’inizio di rapporti più duraturi e solidali nel quartiere.

    In questa breve rassegna vogliamo citare anche il caso di Valore D, la prima associazione italiana di grandi imprese, guidata da Sandra Mori per sostenere la leadership femminile in azienda, con l’obiettivo di promuovere la diversità e il talento attraverso azioni concrete. Fondata nel 2009 grazie alla volontà di dodici aziende, oggi Valore D conta più di 150 aziende associate e, attraverso le ricercatrici dell’Osservatorio D, monitora lo stato di salute nel nostro Paese in materia di diversità e disuguaglianza di genere.

    E proprio dell’importanza di “fare rete” si parlerà il prossimo 7 aprile nel corso del Festival del Giornalismo di Perugia. Si tratta di un tema da cui oggi non si può più prescindere e su cui il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane è impegnato da tempo. Tra  i progetti promossi da FS Italiane a sostegno della diversity vogliamo ricordare Women in Motion, volto a favorire la presenza di donne nelle carriere tecniche. Prossimo appuntamento con le studentesse di WIM sarà il 25 aprile, quando a bordo di un Frecciarossa 1000 in partenza da Milano, saranno condotte negli impianti operativi simbolo dell’eccellenza tecnica delle aziende del network.

     

    di Chiara Cianfarani

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