• storia

    Siete a Torino nel weekend? Vivete nella città della Mole? Allora non lasciatevi scappare un’occasione rara: domenica 21 maggio sarà aperta al pubblico, dalle 10 alle 18,  la prestigiosa e storica sala Gonin, un autentico capolavoro ottocentesco situato all’interno della stazione di Porta Nuova.

    Un tempo era la sala d’attesa di prima classe dove veniva ospitata la famiglia reale quando si spostava da Torino. Ideata nel 1861 dall’ingegner Alessandro Mazzucchetti,  ha un’ampiezza di 75 metri quadri con decorazioni e raffigurazioni di alcuni dei pittori e artisti preferiti di casa Savoia, tra cui Francesco Gonin. L’artista, vissuto tra Torino e Giaveno e autore delle prime illustrazioni ufficiali per “I Promessi Sposi” di Manzoni, la affrescò in 4 anni, tra il 1864 e il 1868, con allegorie mitologiche: la Terra, associata al Trionfo di Cerere, l’Acqua e il Fuoco con Venere e Proserpina. Ai quattro angoli, negli spazi delle sovraporte, sono invece raffigurati i continenti di Europa, Asia, Africa e Americhe, attraverso carte geografiche rette da putti. La sala d’attesa è una verae propria opera d’arte: non solo affreschi, all’interno troviamo anche degli splendidi mobili, delle boiseries settecentesche e un lampadario in vetro di Murano.

    L’apertura straordinaria del tesoro nascosto di Porta Nuova rientra tra i numerosi appuntamenti della ventesima edizione di “Torino Porte Aperte: la sala Gonin è stata adottata dalle studentesse e dagli studenti del liceo Massimo D’Azeglio. L’iniziativa infatti si inserisce nell’ambito del progetto “La Scuola adotta un monumento”, che consente alle 53 scuole coinvolte – primarie e secondarie di primo e secondo grado – di presentare al pubblico, in una delle domeniche di maggio, i beni culturali scelti. Il progetto ha l’obiettivo di stimolare le nuove generazioni, rendendole attive e responsabili. Ma è anche un’occasione, per i turisti e residenti, di scoprire un patrimonio artistico poco noto ma di assoluta bellezza.

    di Carmen Pidalà

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