• ambiente

    “Con le nostre mani cerchiamo di creare quasi una seconda natura nella natura” diceva Cicerone alludendo alle grandi opere architettoniche romane che, sfruttando gli elementi naturali, coniugavano utilità e bellezza, armonia e paesaggio. La stazione AV di Napoli Afragola, inaugurata il 6 giugno, si inserisce in questa prospettiva: forme sinuose con cui i passeggeri e i visitatori possono interagire sono tratti distintivi del progetto di Zaha Hadid, architetto di origine irachena naturalizzata britannica, scomparsa lo scorso anno, che con il suo studio Zaha Hadid Architects ha realizzato il progetto.

    Come ha ricordato anche Gioia Ghezzi, Presidente del Gruppo FS Italiane, durante la cerimonia inaugurale “la Stazione di Afragola è l’ultima opera di una donna straordinaria; Zaha Hadid è stata un grande architetto generoso e facondo che testimonia con le sue opere come l’architettura può essere creatrice di benessere, economico come emozionale. […] Il progetto di Zaha Hadid per la nuova stazione Napoli Afragola risponde alle esigenze ingegneristiche e architettoniche di FS Italiane, sposando il concetto di stazione non più semplice area di passaggio dei viaggiatori, ma spazio civico dove le persone potranno incontrarsi, circondate dell’armonia di questa struttura”.

    La bellezza e l’architettura

     

    Armonia e sostenibilità sono il fil rouge di molti progetti di Zaha Hadid: le linee fluide, il vetro, l’acciaio e le nuove tecnologie per ridurre l’impatto ambientale sono caratteristiche tipiche dei suoi lavori. Zaha Hadid affermava che la sua predilezione per le curve, le forme sinuose e leggere derivava dal fatto che la natura non è uniforme e regolare e la vita non si può inquadrare su carta millimetrata. Primo architetto donna a vincere i più prestigiosi premi del settore, riteneva che non ci fossero differenze tra i modi di costruire da parte di uomini e di donne: l’unica cosa che conta davvero nell’architettura, come in altri settori, è la professionalità. Gli stereotipi di genere in attività ancora prevalentemente maschili si superano, quindi, grazie al coraggio di affermare le proprie competenze e con serietà e passione nel lavoro.

    Pareti in vetro per sfruttare il più possibile la luce naturale, illuminazione LED, pannelli solari termici dedicati alla produzione di acqua sanitaria e riscaldamento invernale, utilizzo di gruppi frigoriferi polivalenti che consentono un’ottimizzazione del rendimento energetico: tutto nell’opera architettonica più attesa del 2017 è finalizzato a ridurre l’impatto ambientale, consentendo di risparmiare circa 25 tonnellate di COall’anno. Napoli Afragola è, dunque, un segno tangibile di come l’architettura può coniugare sostenibilità e bellezza, risultando funzionale e piacevole per i visitatori e i passeggeri che si muoveranno in quegli spazi, oltre a contribuire alla riqualificazione di un tessuto urbano complesso e considerato periferico fino ad ora.

    di Michela Passarin

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