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    Si moltiplicano gli esempi di stazioni abbandonate che vengono riqualificate e ritrovano nuova vita grazie a enti e associazioni. Qualcuna di esse, in passato ha avuto una storia privilegiata: ecco, dunque, un breve viaggio internazionale tra alcune stazioni dismesse…”di successo”:

    Hamburger Bahnhof, inaugurata nel 1846 e dismessa nel 1884, era il capolinea della linea Berlino – Amburgo, nonché unica stazione di testa della capitale tedesca. Nel 1906 divenne sede di un museo ferroviario, ma durante la Seconda Guerra Mondiale il fabbricato passeggeri fu fortemente danneggiato e chiuso al pubblico. Solo nel 1987, l’amministrazione di Berlino Ovest iniziò il restauro dell’edificio, destinandolo a Museo del Presente: oggi trovano posto nell’ex-stazione berlinese le opere di numerosi artisti contemporanei come Joseph Beuys, Andy Warhol e Roy Lichtenstein.

    Musée d’Orsay: affacciata sulle rive della Senna, la stazione d’Orsay fu realizzata per l’Esposizione Universale di Parigi del 1900, insieme a un hotel di lusso destinato ad accogliere i viaggiatori della ferrovia sud-occidentale che transitavano dalla Ville Lumière. Nel 1939 il traffico nazionale venne spostato nella Gare d’Austheau, lasciando a Orsay solo il transito di treni locali. Col passare degli anni, la stazione venne dismessa, fino agli anni Settanta, quando venne destinata a diventare un museo che rappresentasse l’arte del XIX secolo. Il progetto del museo, inaugurato nel 1986, fu realizzato dall’italiana Gae Aulenti.

    Júlio Prestes Cultural Center in Brazil: a São Paulo, nei locali della Júlio Prestes Station, sorge un teatro e centro culturale di importanza internazionale. La stazione, inaugurata nel 1938 e sede della Sorocabana Railway, sorgeva lungo la linea ferroviaria nata per il trasporto del caffè e del cotone su lunga percorrenza; a causa delle difficoltà finanziarie della compagnia, la stazione venne relegata a un ruolo di sempre minore importanza, fino alla sua dismissione. Nel 1998, la stazione venne recuperata per diventare centro culturale.

    Stazione Leopolda, Firenze: prima stazione ferroviaria costruita nel capoluogo toscano, nel 1848, oggi adibita a centro congressi. Fu voluta dal Granduca di Toscana, Leopoldo II, per collegare Firenze al porto commerciale di Livorno. Nel frattempo, però, venne costruita una nuova stazione dedicata al traffico passeggeri nei pressi dell’attuale Santa Maria Novella e la Leopolda venne dismessa già nel 1860. L’anno successivo, dopo la ristrutturazione, i locali vennero utilizzati per ospitare l’Esposizione Nazionale del 1861. Dopo alterne vicende sulla destinazione d’uso della stazione, la Leopolda venne riqualificata negli anni Novanta, diventando un centro per eventi e congressi.

    Ex-stazione di Torino Porta Susa: costruita nel 1856 e chiusa al traffico passeggeri nel 2009, dopo l’inaugurazione della nuova stazione Torino Porta Susa, collegava la città piemontese con Milano. Dal 2009 è sede del Mercato Metropolitano di Torino, polo gastronomico di alta qualità e dedicato alla sostenibilità agro-alimentare.

    Cincinnati Museum Center: la stazione Union Terminal, in stile art decò, di Cincinnati (Ohio), fu inaugurata nel 1933 e oggi, pur mantenendo attivo il traffico passeggeri, è sede di musei, teatro e biblioteca. Nacque come snodo importante tra le ferrovie del nord e quelle del sud, ma dopo il ritiro della compagnia ferroviaria Amtrak, la stazione venne di fatto abbandonata; negli anni Ottanta, la Union Terminal divenne oggetto di riqualificazione, diventando un importante centro culturale e riattivando il traffico passeggeri.

    E voi, quale di queste avete visitato?

    di Michela Passarin

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