• persone

    Oggi siamo di fronte ad un drammatico paradosso: da un lato, ci sono persone che non sanno come svuotare il frigo; dall’altra parte, c’è chi non sa come procurarsi da mangiare.

    Ogni anno un terzo del cibo va perduto o sprecato. Lo scenario delineato dalla FAO è preoccupante: solo in Italia, sprechiamo circa 108 kg di cibo pro capite ogni anno, in Europa si sprecano circa 89 milioni di tonnellate.

    Expo Milano 2015 ha riportato l’attenzione sull’importanza del cibo e sulla sua sostenibilità: dalla filiera produttiva, al consumo consapevole e all’obiettivo “zero sprechi”, data la crescita esponenziale della popolazione mondiale, che si accompagna a una disponibilità sempre più scarsa e limitata di risorse.

    Nel settembre 2016, un piccolo passo avanti si è fatto con la Legge Gadda contro lo spreco alimentare e farmaceutico: un tassello verso l’obiettivo posto dall’Agenda 2030 che mira a “dimezzare lo spreco pro capite globale di rifiuti alimentari nella vendita al dettaglio e dei consumatori e ridurre le perdite di cibo lungo le filiere di produzione e fornitura, comprese le perdite post-raccolto.” (Agenda per lo sviluppo sostenibile, ONU, 2015)

    Cos’è il food sharing?

     

    È indubbio che siamo nell’epoca della sharing economy: condividiamo auto, bici, case – vacanza, acquisti e molto altro. Riguardo al cibo, la condivisione arriva a metà del suo potenziale: mettere in comune a tavola ciò che si ha è un modo di mangiare diffuso.

    Il problema resta, però, sul cibo “avanzato”: non solo quello che lasciamo nel piatto –  per capirci – ma anche quello che i ristoratori preparano e non vendono, i prodotti alimentari prossimi alla scadenza o che hanno oltrepassato la data del “da consumarsi preferibilmente entro” e che, quindi, non trovano più posto negli scaffali di negozi e supermercati, pur essendo ancora buoni da mangiare.

    Il food sharing è una necessità, visto lo scenario attuale.

    Il food sharing è letteralmente condivisione di cibo: piattaforme online, app e iniziative di vario genere stanno cercando di sensibilizzare i consumatori a un consumo più attento e consapevole. Allo stesso tempo, l’obiettivo è far incontrare domanda e offerta di cibo, riducendo gli sprechi: tutto ciò che è invenduto, inutilizzato, destinato al macero (ma ancora commestibile!) può diventare il pasto di un’altra persona.

     

    Come recuperare il cibo

     

    Sono sempre di più le start up e le associazioni che si occupano di food sharing e lotta allo spreco alimentare, sensibilizzando le persone sul tema della donazione e condivisione di cibo.

    Il precursore di questo trend è stato Foodsharing.de, un progetto nato a Colonia nel 2012 e che si è rapidamente diffuso in altre città della Germania: la piattaforma mette in contatto chi ha cibo avanzato e chi ne ha bisogno, un’iniziativa che ad oggi ha fatto risparmiare 11.974.563 kg di cibo.

    OLIO è un’app che mette in contatto i vicini e persone della stessa zona per condividere cibo che altrimenti finirebbe nella spazzatura: nata nel 2016 a Londra, si sta diffondendo nel Regno Unito, consentendo di recuperare oltre 170mila pasti.

    In Italia, da segnalare le esperienze di BringFood, app geolocalizzata che mette in contatto chi ha cibo in eccedenza (privati, enti caritativi, supermercati, ristoranti o mense) con organizzazioni del terzo settore che si occupano della distribuzione alimentare ai più bisognosi: dal 2014 ha aiutato oltre 19mila persone, recuperando oltre 1 milione di kg di cibo.

    Last Minute Sotto Casa (LMSC) è, invece, un’iniziativa di social market: la start up torinese mette in contatto negozianti e consumatori, nell’ottica di non far sprecare il cibo invenduto, altrimenti destinato al macero, e far risparmiare gli utenti attraverso una spesa più sostenibile.

    Equoevento, ad esempio, è una onlus nata nel 2013 a Roma che recupera le eccedenze alimentari degli eventi (catering, matrimoni, ecc…): l’organizzazione ha sfamato oltre 50mila persone, recuperando circa 150.000 porzioni di cibo.

    Oltre alle start up del food sharing, nel nostro piccolo possiamo fare molto. La FAO, a questo proposito, ha realizzato delle linee guida per riutilizzare e non sprecare il ciboToolkit – Reducing the Food Wastage Footprint.

    Banco Alimentare e la raccolta fondi natalizia

     

    Sabato 2 dicembre è partita la campagna raccolta fondi Condividi anche tu del Gruppo FS Italiane a favore della Fondazione Banco Alimentare Onlus: fino a domenica 7 gennaio 2018, 300 volontari a bordo dei treni offriranno ai passeggeri una tavoletta di cioccolato Tablò (donato da Perugina), con un contributo minimo di 3 euro.

    Ogni singolo contributo permetterà a Banco Alimentare di recuperare e distribuire 21 kg di alimenti, equivalenti a 42 pasti.

    Le donazioni non si fermeranno al periodo natalizio, ma continueranno fino a fine giugno 2018, in stazione attraverso le biglietterie automatiche e nei FrecciaClub.

    Banco Alimentare dal redistribuisce cibo a persone bisognose proveniente dal recupero delle eccedenze alimentari di ristoranti e negozi o dalle donazioni di privati e aziende.

     

    di Michela Passarin

Effettua il login per commentare. Altrimenti registrati

Registrati

chiudi

Inserisci i dati

 (*) L'indirizzo email sarà la tua userid per accedere ad Opentreno.it

Dichiarazione di consenso

Letta I'informativa di cui sopra ai sensi dell'art. 13 del D.Igs. 30 giugno 2003, n. 196: per quanto riguarda I'utilizzo del mio indirizzo e-mail per le seguenti finalità: invio da parte di Trenitalia di materiale pubblicitario e promozionale dei propri prodotti e servizi e di quelli delle societa partner operanti nel settore autonoleggio, turismo, alberghiero, ristorazione, arte e cultura, rilevazione del grado di soddisfazione della clientela, partecipazione concorsi a premi.

Cookies

Nessun dato personale degli utenti viene in proposito acquisito dal sito. Non viene fatto uso di cookies per la trasmissione di informazioni di carattere personale, né; vengono utilizzati c.d. cookies persistenti di alcun tipo, ovvero sistemi per il tracciamento degli utenti. L'uso di c.d. cookies di sessione (che non vengono memorizzati in modo persistente sul computer dell'utente e svaniscono con la chiusura del browser) é strettamente limitato alla trasmissione di identificativi di sessione (costituiti da numeri casuali generati dal server) necessari per consentire l'esplorazione sicura ed efficiente del sito. I c.d. cookies di sessione utilizzati in questo sito evitano il ricorso as altre tecniche informatiche potenzialmente pregiudizievoli per la riservatezza della navigazione degli utenti e non consentono l'acquisizione di dati personali identificativi dell'utente.

La redazione

  • Chiara Cianfarani

    Ci sono più cose in cielo e in terra di quante non ne sogni la tua filosofia.

    Roma

  • Alessandro Ribaldi

    Odia parlare in terza persona, ma ama cambiare idea nell'immediato.

    Roma, Italia

  • Ida Suriano

    Troppa verità fa male alla pelle.

    Roma, Italia.

  • Rossella D’Orio

    "Tutto ciò che vediamo è un punto di vista, non la verità"

    Roma, Italia

  • Marta Bartolozzi

    "L’umiltà e la semplicità sono le due vere sorgenti della bellezza".

    Roma, Italia

  • Antonino Tuttolomondo

    Tedesco di nascita, siciliano nel sangue, romano d'adozione. Poche parole, molti fatti.

    Roma, Italia.

  • Martina Quadrino

    La musica è la lingua dello spirito.

    Roma

  • Arianna Mallus

    Dubito ergo sum

    Roma, Italia

  • Michela Passarin

    Social media, viaggi, arte e scrittura. Parlo poco, osservo molto.

    Roma, Italia

  • Carmen Pidalà

    Non far domande e non sentirai menzogne.

    Roma, Italia.